IL GIARDINO DI LUCIA

Anno:
2005
Durata: 90 min
Copyright: Alberto Cima

Regia: Alberto Cima
Aiuto regia: Paola Ratti
Soggetto, fotografia, montaggio:
Alberto Cima

Suono: Presa diretta
Sottotitoli: Italiano, Inglese e Francese

Interpreti:
Lucia Dolci, Battista Locatelli, Carla Poncet, Benoît Locatelli, René Locatelli, Marise Dusé, Corinne Poncet, Pierre Poncet, Sylviane Vincent, Delphine Poncet, Stephan Locatelli, Sylvain Locatelli, Gaëlle Faure, Mélanie Dusé, Titouan, Mathieu, Emma, Nino, Elena

Produzione:
Centro Studi Valle Imagna

FInanziato:
Regione Lombardia con il contributo di Algra Spa.

Trama:

Lucia nasce in un paesino di montagna e, rimasta orfana, trova lavoro al filatoio. Si fa una bella ragazza e sposa il boscaiolo Battista. Non c'è lavoro, emigrano, e mettono su casa in Francia, nel piccolo villaggio di Tréminis. Lucia, a 83 anni, ripercorre la sua storia. Lei e Battista, figli della miseria nel primo dopoguerra. Un mondo piccolo, solo due anni di scuola, famiglia e chiesa. I loro figli sono liberi e indipendenti, ma in fondo più soli e fragili. I nipoti, francesi a tutti gli effetti. Hanno più soldi, tempo per sé, cultura, interessi. Liberi di scegliere, ma sanno di dover pagare di persona il prezzo di ogni loro decisione. Quattordici persone. Le lega una casa, dove Lucia governa. Tutti in famiglia la amano e sanno di avere in lei un rifugio, sempre. Il giardino di Lucia è ciò che Lucia ha seminato e fatto esistere, i suoi amori, le paure, i rimpianti.

Critica:

Andrea Frambrosi:
Cima, il poeta della cinepresa. Si intitola Il giardino di Lucia l'ultimo, magnifico film-documento di Alberto Cima. Il film è il racconto della vita di Lucia. Ma è pure molto altro: la rappresentazione sottile, intelligente - carica di una pietas che poche volte è dato vedere al cinema con questa intensità - di cinque generazioni,legate dal filo sottile della macchina da presa di Alberto Cima che riesce quasi a scomparire lasciando emergere i personaggi sullo schermo. "Quello che voglio- spiega Cima - è varcare una soglia, entrare in un mondo nuovo nel quale ciascuno si svela com'è, con la sua solitudine e la sua ricchezza. E' un lento processo di sottrazione, di svestimento, che leva la superficie e fa risplendere di ciascuno la sua luce, la sua intima verità". Quello che colpisce nel cinema di Alberto Cima è la sua capacità di entrare in intima sintonia con le persone che sta filmando, una tecnica che nasconde un segreto. "filmando gli altri in realtà parlo di me". E' questo, probabilmente, il senso più profondo dell'essere autore. Il giardino di Lucia sarà presentato il 27 novembre 2005 alla Cineteca di Grenoble.

Alberto Pesce: Cima segue i quotidiani lavori in casa di Lucia, nell'orto, nel pollaio, ascolta soliloqui e colloqui, e attorno a lei cinge rete d'amore con le parole dei suoi cari, figli e nipoti, che parlando di sé, dei propri sogni e bisogni, svelano anche l'autentica umanità di Lucia. Ancora una volta, la virtù scenica di Cima resta non solo quella di dare spontaneità ai personaggi recuperando con la loro presenza un mondo di valori. Lo fa con quella sapienza di ripresa che mette anche lo spettatore all'interno della scena, testimone partecipe ma anche coinvolta parte in causa con silenzioso dialogo di sguardi, gesti, consensi, sorrisi.

Andrea Frambrosi: Il regista bergamasco Alberto Cima sarà protagonista, oggi, del XXIV Congresso eucaristico nazionale che si sta svolgendo a Bari, nell'ambito del quale verrà presentato il suo ultimo film-documentario: Il giardino di Lucia. E' il giardino della memoria: 50 anni di emigrazione srotolati davanti alla macchina da presa di Alberto Cima che con la consueta discrezione e intelligenza è riuscito a riannodare i fili della storia di Lucia e della sua famiglia emigrati in Francia. Il cinema di Alberto Cima si fa ad ogni nuova opera sempre più lucido e levigato senza peraltro abbandonare la curiosità di una sguardo partecipe ma analitico che ha sempre contraddistinto la sua opera. E' approdato a uno sguardo sull'uomo e sulla realtà: con la macchina da presa Alberto Cima scava nell'anima dell'uomo.

Angelo Signorelli: Imperdibile è l'ultimo lavoro di Alberto Cima, autore bergamasco che con Il giardino di Lucia firma un'opera di rara suggestione, raccontando il presente di una famiglia di emigranti con partecipato rispetto e sensibilità nel cogliere emozioni e affetti.