Tutti fratelli300
TUTTI FRATELLI.
L'UTOPIA DI HENRY DUNANT


Anno:
1999
Durata: 40 min
Copyright: Alberto Cima e Croce Rossa Italiana

Regia: Alberto Cima
Aiuto regia: Paola Ratti
Soggetto, fotografia, montaggio: Alberto Cima
Consulenza scientifica: Maria Grazia Baccolo
Musica originale: Walter Frazzi

Finanziato:
Museo Internazionale Croce Rossa Castiglione delle Stiviere, Regione Lombardia, Provincia di Mantova, Banca Agricola Mantovana, Comitato Croce Rossa di Bergamo






Trama:

Il documentario, voluto dal Museo Internazionale della Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere, è una lucida e appassionata esplorazione dell'itinerario esistenziale di Henry Dunant. Le straordinarie immagini girate dal regista Alberto Cima in Provenza e in Tunisia, a Solferino e San Martino, a Castiglione delle Stiviere, a Ginevra, Marsiglia, Tolone, Heiden e Zurigo, rivelano gli scenari della vita tormentata di Henry Dunant.

Henry Dunant nasce a Ginevra l'8 maggio 1828 da agiata famiglia calvinista. Nel 1859 è a Solferino, dove l'orrore per la carneficina prodotta dallo scontro tra le armate franco-piemontesi e quelle austriache segnerà irreversibilmente la sua intera esistenza. A Castiglione vengono prestati i primi soccorsi a migliaia di feriti. Le pietose donne del luogo si prodigano con slancio e aiutano i sofferenti senza distinguere “i nostri” dai “nemici” perché per loro sono “tutti fratelli”.
Lo choc di questa sconvolgente esperienza trapela in ogni pagina del crudo “Un souvenir de Solferino” che, nel 1862, Henry Dunant pubblica per diffondere in ogni corte d'Europa e presso i potenti illuminati un sentimento di rifiuto della guerra con la sua inaccettabile ferocia. E' un grande successo. E già un anno dopo la pubblicazione, si tiene a Ginevra la prima Conferenza internazionale che dà vita alla Croce Rossa.

Stampa:
Achille Frezzato
Tutti fratelli. L'utopia di Henry Dunant, è dedicato alla figura e l'instancabile attività del filantropo ginevrino, che all'istituzione sacrificò le fortune familiari (caduto in miseria, visse con un reddito modesto che solo gli ha permesso la sopravvivenza). Cima, nel narrare del fondatore della Croce Rossa, ha fatto ricorso a documenti vari, a fotografie e immagini girate nei luoghi dell'esistenza di Dunant (da Ginevra a Solferino e a San Martino, da Marsiglia a Zurigo, alla Provenza, e alla Tunisia). Ne è nato un racconto coinvolgente che "dice", grazie attraverso una "lucida e partecipata esplorazione del suo itinerario esistenziale", della grandezza di un uomo ingiustamente relegato in una zona d'ombra.
Franco Colombo
Arioso (i rincuoranti cieli azzurri della speranza sono spesso in primo piano, come le acque opaline del mare) e puntuale (nulla viene tralasciato, sia pure nell'essenzialità, nella vicenda umana di Dunant), vivace nelle riprese mosse da molte panoramiche, il film di Alberto Cima è un contributo che ci voleva per rinfrescare la memoria su un uomo che, non potendo abolire le guerre, pensò almeno a lenirne i patimenti rendendo possibili quegli interventi tempestivi che spesso, per un ferito o un malato sotto il bombardamento di fuoco degli schieramenti contrapposti, possono rappresentare la salvezza.