GIACOMO QUARENGHI,
ARCHITETTO A PIETROBURGO


Anno:
1994
Durata: 23 min
Copyright: Alberto Cima
Edizione italiana e russa

Regia: Alberto Cima
Con la collaborazione di: Paola Ratti, Ekaterina Artiukhova, Konstantin Artiukhov, Igor Povolotskij, Svetlana Somova.
Soggetto, fotografia, montaggio: Alberto Cima
Consulenza editing: Matteo Cima
Finanziato:
Assessorato alla Cultura della Provincia di Bergamo



Trama:

L'itinerario artistico e la vita dell'architetto Giacomo Quarenghi, nato nel 1744 a Capiatone di Rota Imagna (Bergamo), un pugno di case collegate con il mondo da una stretta mulattiera. È chiamato in Russia, alla corte zarista, da Caterina II, che sarà presto entusiasta del suo grande architetto. A San Pietroburgo, tra il finire del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, sorge un gran numero di palazzi da lui progettati. Grandiosi palazzi - chiari ed essenziali - che si contrappongono alle ridondanti forme barocche, sfarzose e teatrali, di cui colleghi alla moda stanno inondando San Pietroburgo.
Quarenghi, posseduto da una divorante ansia di perfezione, instancabilmente lavora. Eppure il suo rigore e la sua onestà, a prova di ogni tentazione, gli impediscono di arricchirsi. È un uomo solo, anche se attorno a lui si agita una delle più scintillanti corti d'Europa.

Critica:

F.C. Colombo
Quarenghi, l'uomo che cambiò Pietroburgo.
La vita e le opere del Quarenghi, il suo tempo e i suoi sentimenti, il suo "esilio" nella terra degli zar, i suoi legami con Bergamo e con l'Italia, rivivono in uno smagliante e rigoroso documentario, Giacomo Quarenghi architetto a Pietroburgo , girato dal regista Alberto Cima proprio sui luoghi dell'azione, cioè in Russia, con ampio e articolato apporto dei disegni e dei progetti dell'architetto celebrato. Il film, prezioso, è un'esemplare sintesi dell'itinerario artistico e umano di Giacomo Quarenghi, realizzato con intenti precipuamente didattici ma non rinunciando a un'impronta narrativa prettamente cinematografica, ottenuta anche con arditi movimenti di macchina.
Alberto Cima ha una ventina di film all'attivo, molti dei quali hanno ottenuto premi e riconoscimenti, oltre a numerosi documentari realizzati per conto della Rai, è un regista scrupoloso, nitido, essenziale, lontano dalle agiografie e dagli incantamenti precostituiti.

Ermanno Comuzio
Di sicura validità didattica, il filmato di Alberto Cima ci accompagna attraverso l'iter umano e artistico dell'architetto di Caterina II. Non idealizzato: sono messi in evidenza il suo aspetto fisico infelice, così tozzo e grosso com'era, dal gran naso piantato in mezzo al faccione, nonché il carattere irascibile e, negli ultimi anni della sua vita, la propensione per l'ipocondria.
Con un ritmo sostenuto ecco così succedersi sullo schermo il Teatro dell'Ermitage, l'Accademia delle Scienze, la Borsa, il grande palazzo di Alessandro.